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Passante: i comitati bolognesi ribadiscono le ragioni della propria contrarietà

  • Categoria dell'articolo:Bologna
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In questi giorni i rappresentanti dei Comitati No Passante hanno avuto la possibilità di portare all’attenzione del vice-ministro delle infrastrutture Alessandro Morelli le motivazioni della loro ferma e convinta opposizione al progetto di allargamento del tratto autostradale che attraversa la città di Bologna.

Pubblichiamo di seguito il documento che hanno realizzato.

Documenti dei del coordinamento dei comitati No Passante di mezzo di Bologna

In sintesi gli argomenti esposti sono i seguenti:

  • L’ allargamento della sede attuale è sempre stato rigettato, dal 1980 fino al 2015, da tutte le Amministrazioni locali come impraticabile; inoltre, con il Decreto Ministeriale del 2000 che autorizzò la costruzione della terza corsia dinamica in A14, il Governo dispose che esso era l’ ultimo consentito “essendosi esauriti i margini disponibili per ulteriori interventi” e visto che era già in fase avanzata il progetto del “Passante Nord”
  • Il progetto del Passante Nord venne inaspettatamente abbandonato a favore del Passante di Mezzo da una decisione politica centrale e locale, senza dibattito pubblico e motivazioni fondate, alimentando quindi dubbi sulla ponderatezza “tecnico-politica” della decisione
  • Il “dibattito pubblico” sul Passante di Mezzo è stato esclusivamente una presentazione del progetto della società Autostrade, con la quale si è data per acquisita l’ unica opzione dell’ allargamento in sede, senza possibilità di proporre alternative. Si è trattato, pertanto, di una finta partecipazione alla scelta da parte dei cittadini
  • La stessa Valutazione di Impatto Ambientale del Progetto ASPI, oggetto di ricorso al TAR da parte della associazione A.mo Bologna di cittadini e Comitati, ratificata peraltro da un Governo dimissionato, presenta gravi carenze di dati di base, di analisi degli effetti sulla salute dei cittadini, di valutazione dell’efficacia sul traffico.
  • La Conferenza dei Servizi deve essere bloccata per consentire la riproposizione di un nuovo progetto globale in grado di risolvere in modo definitivo il problema del nodo autostradale di Bologna dal punto di vista ambientale, urbanistico e trasportistico.
  • E’ necessario un concorso internazionale di idee, per individuare soluzioni virtuose alternative, che esistono e che sono state realizzate in altri Paesi, Europa compresa, e che sono già oggetto di proposta da parte di alcune amministrazioni di città italiane, per risolvere questo complesso problema della mobilità, nel rispetto dell’ ambiente e della salute dei cittadini
  • L’ allargamento in sede è anacronistico, non risolutivo, nel giro di pochi anni riproporrà, amplificati, i medesimi problemi di traffico ed inquinamento
  • L’ impatto dei cantieri destinati a restare in attività per anni, con lavori continui giorno e notte ed in continuità di traffico, renderanno la situazione drammatica dal punto di vista ambientale e trasportistico, facendo prevedere legittime denunce da parte dei cittadini e degli utenti.
  • E’ una anomalia unica avere una Tangenziale (ormai Secante) ed una Autostrada che portano dentro il tessuto urbano il traffico (soprattutto pesante) di mezza Europa
  • La Transizione Ecologica è uno degli obiettivi dichiarati prioritari dall’ attuale Governo. Non può certamente chiamarsi eco-sostenibile e “green” il potenziamento di questa infrastruttura, già oggi attraversata quotidianamente da più di 160.000 veicoli inquinanti, in crescita edin maggioranza veicoli pesanti e spesso trasportanti materiali pericolosi ed infiammabili
  • Il rischio di incidenti rilevanti è costante e reale (si pensi alla esplosione di un TIR avvenuta in zona Borgo Panigale, a pochi metri dalle abitazioni) ed è tale da rendere incompatibile l’autostrada con l’area urbana.
  • Ogni famiglia residente sull’Asse Tangenziale-Autostrada può tristemente contare almeno un ammalato di tumore. Una indagine della USL commissionata dal Comune di Bologna sulla cause di morte dei bolognesi, ha messo in luce come i “quartieri della Tangenziale” siano quelli dove si registra una maggiore incidenza di decessi per patologie oncologiche e dell’ apparato cardiovascolare. Una coincidenza?
  • Una autostrada in città ulteriormente allargata e’ una eredità che non possiamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti.