Il nostro manifesto.

Siamo cittadine e cittadini di Bologna. Chi di nascita, chi d’adozione. Bologna, infatti, è uno dei luoghi in cui ognuna/o si sente a casa. Tuttavia, vogliamo una città diversa.

Con la pandemia abbiamo visto ancora una volta quanto siamo fragili. Nel tessuto sociale, dove i momenti di crisi fanno pagare alle persone un prezzo diversificato a seconda della professione, della rendita, del quartiere di residenza, della rete familiare e sociale. E nell’ambito ambientale, con una città che sconta una pesante servitù infrastrutturale che la porta a essere un luogo inquinato e insalubre.

Siamo anche consapevoli che queste sfide hanno una dimensione più ampia, che coinvolge il territorio metropolitano, la Pianura Padana, il continente europeo, il Pianeta. L’emergenza climatica è una sfida epocale e difficile, con conseguenze diversificate che accrescono il divario tra i pochi umani benestanti e i tanti poveri. È un nodo nel quale convergono i fili della diseguaglianza, dello sfruttamento, della discriminazione. È il groppo creato dal capitalismo attraverso secoli di accumulazione di profitti che creano ricchezza per poche/i poggiandola sulle spalle di tante/i.

Di fronte al rischio concreto che l’umanità possa estinguersi e all’evidenza quotidiana delle conseguenze devastanti del riscaldamento globale, pensiamo vi sia una sola soluzione: cambiare il sistema. Siamo, infatti, di fronte a un bivio, e l’unico percorso che possa garantire un futuro prospero alle prossime generazioni è un sentiero stretto e accidentato. Passa attraverso la riconversione ecologica, l’eguaglianza e i diritti, la ricerca costante del valore collettivo delle scelte, delle azioni e dei prodotti delle nostre attività.

È chiaramente una sfida globale. Che, però, si lega necessariamente alla dimensione locale.  Ed è in questa relazione che vogliamo situare il nostro impegno. Vogliamo vivere una città capace di fare ogni sforzo necessario per contribuire alla giustizia climatica. Per questo, pensiamo – per fare alcuni esempi – che le scelte infrastrutturali e i piani urbanistici debbano prevedere la diminuzione delle aree cementificate e la naturalizzazione della città; che la mobilità debba essere immaginata a misura di persona e non di automobile; che la salute e il benessere debbano sempre venire prima di investimenti e profitti.

Vogliamo essere cittadine e cittadini di una comunità ambiziosa, che sappia dimostrare che la crisi climatica si può superare attraverso la crescita del benessere collettivo e della qualità della vita. Non ci basta “non lasciare nessuno indietro”, ma vogliamo che coloro che sono svantaggiate/i possano condividere un posto in prima fila.

Guardiamo con fiducia alle tante donne e ai tanti uomini che, in una moltitudine di movimenti e gruppi spontanei, si battono ogni giorno e in ogni angolo del Pianeta per difendere la terra che vivono e reclamare diritti e dignità. Rifiutiamo la contraddizione tra ambiente e lavoro, usata come ricatto da parte di coloro che vorrebbero mantenere lo status quo, e rivendichiamo il diritto a un lavoro dignitoso e di alto valore sociale per tutte e tutti. Riteniamo l’ecologia la bussola capace di orientare le nostre scelte, attraverso una imprescindibile tutela delle risorse naturali locali e globali.

Per queste ragioni e questi principi, abbiamo deciso di riunirci in Bologna for Climate Justice. Vogliamo contribuire con il nostro impegno alle tante lotte che, nella città che viviamo e altrove, difendono il territorio e le comunità; vogliamo proporre idee e suggestioni che ci  facciano immaginare collettivamente la Bologna capace di lasciare alle prossime generazioni una città nella quale essere orgogliose/i di vivere.

Vogliamo coltivare un sogno: che nulla sia più come prima; vogliamo contribuire a una nuova rivoluzione: quella per la giustizia climatica.