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Prati di Caprara: infrastruttura green e polmone verde di Bologna / INTERVISTA

Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), la considerazione dei rischi e degli impatti del cambiamento climatico nella progettazione e pianificazione delle infrastrutture urbane è fondamentale per la resilienza e il miglioramento del benessere umano. Quest’ultimo è strettamente collegato alle risorse naturali tramite i cosiddetti servizi ecosistemici, definiti come “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano” (Millenium Ecosystem Assesment, 2005).


Poco fuori dal centro di Bologna, il bosco urbano dei Prati di Caprara è un’area fondamentale e unica per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, grazie agli innumerevoli servizi ecosistemici che questa fornisce.
Ne abbiamo parlato con Giovanna, del Comitato Rigenerazione No Speculazione.


Giovanna, ci racconti cosa sono i ‘Prati di Caprara’?
Sono un’ampia area nei pressi dell’Ospedale Maggiore. Nel corso degli ultimi due secoli, i Prati di Caprara hanno assunto diverse funzioni nel contesto cittadino, tra cui quello di area adibita allo svolgimento di esercitazioni militari, parate e concorsi ippici. La zona, successivamente abbandonata, è stata soggetta ad una vera e propria riappropriazione da parte della natura che ha portato allo sviluppo di un bosco spontaneo, che rappresenta oggi il pregio più grande dei Prati di Caprara e una condizione unica in città.

(continua dopo la photogallery – foto tratte dal sito Rigenerazione No Speculazione)


E perché sono diventati oggetto di un’importante mobilitazione cittadina?
Nel 2016, un Piano Operativo Comunale ha permesso la lottizzazione della zona est dei Prati, ceduta successivamente a Invimit Sgr (società di Gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze), che si occupa della valorizzazione economica degli spazi, aprendo quindi la possibilità che la zona venisse edificata.
Per opporsi alle diverse proposte di urbanizzazione dell’area verde, tra cui la realizzazione di un grande hub commerciale, nell’aprile 2017 nasce il comitato ‘Rigenerazione No Speculazione’, un gruppo di cittadini contrari agli interventi commerciali e edilizi nell’area del bosco urbano. Negli anni successivi, il comitato ha organizzato delle iniziative che hanno visto la partecipazione attiva di una grande parte dei cittadini bolognesi; tra queste, ParteciPrati, è stata una delle più coinvolgenti.


Ci racconti meglio cosa è stato ParteciPrati?
ParteciPrati, più che un’iniziativa singola, è un percorso che coinvolge reti di gruppi e associazioni della città e area metropolitana di Bologna, con lo scopo di progettare un modello di autogestione partecipata del bosco urbano dei Prati di Caprara.


E poi, come si è sviluppata la mobilitazione?
Un altro evento importante per la storia dei Prati e del comitato è stato il corteo del 2018, in cui circa 3.500 persone travestite da alberi hanno marciato verso la sede del Comune di Bologna, smuovendo la coscienza e la sensibilità cittadina. Grazie a questa manifestazione e alla raccolta di 2.500 firme certificate, il comitato ha ottenuto un’Istruttoria Pubblica, unica occasione prevista dall’ordinamento comunale in cui i cittadini possono prendere parola all’interno del Consiglio Comunale. Così, il comitato ha portato 43 voci, tra esperti e associazioni locali, per dimostrare l’importanza del mantenimento dell’area boschiva dei Prati di Caprara.


Ma perché è così importante conservare quell’area e non antropizzarla più di quanto già lo è oggi?
Dal punto di vista ecologico-ambientale, due delle funzioni più importanti del parco sono l’abbassamento della temperatura, delle aree circostanti e dell’intera città, e l’assorbimento degli inquinanti e gas serra; nel dossier dei Prati di Caprara, viene sottolineato come solamente l’area strettamente boschiva riesca ad assorbire circa 720 kg di NO2 all’anno.
Inoltre, è ampiamente noto come la presenza di alberi aumenti la cattura delle polveri sottili tramite diversi processi naturali. Questa funzione risulta essere particolarmente importante nei centri urbani e soprattutto nella città di Bologna, nota per essere interessata da livelli particolarmente elevati di PM10 e PM2.5.
Oltre al valore ecologico dell’area, che di per sé è già fondamentale, i Prati di Caprara hanno un valore estetico, ricreativo, paesaggistico e sociale, essendo punto di connessione tra cittadini e tra cittadini e natura.


E, oggi, qual è la situazione?
Il Piano Operativo Comunale è scaduto senza che siano state approvate nuove costruzioni, e l’amministrazione comunale, che per anni ha parlato di valorizzazione dell’area, oggi dice apertamente che quel bosco va tutelato così com’è. Il nostro obiettivo è quello di far sì che questo impegno diventi realtà, e di coinvolgere sempre più bolognesi nella cura e nella fruizione del bosco.